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Tipologia: Villa Contratto: Vendita (Trattativa riservata ) Località: Piombino Bagni: 4 bagni Camere da letto: 7 camere

VILLA STORICA SUL MARE CON PISCINA A PIOMBINO IN POSIZIONE UNICA

Piombino
Vendita

VENDESI IN PIOMBINO PROVINCIA DI LIVORNO VILLA DI ALTO VALORE STORICO IN POSIZIONE UNICA ED INCANTEVOLE, CON GRANDE PISCINA SULLA SCOGLIERA ED  AMPIO PARCO

ACCESSO DIRETTO AL MARE

TRATTATIVA RISERVATA

Classe energetica “G” INDICE DI PRESTAZIONE 304,6 KWh/mq anno

Cenni storici su Villa il Canaletto – Piombino

La villa il Canaletto, o villa L’Hermite, costituisce uno degli edifici più antichi della Piombino moderna, e si configura come un unicum architettonico nel panorama edilizio locale.

La zona dove sorge (Il Canaletto) deve la sua denominazione al rio di acqua dolce che la attraversa, e che sfocia in mare proprio all’altezza della villa; oggi il ruscello è completamente sotterraneo, ma la sua vivace azione irrigatrice è rivelata dalla ricca vegetazione del luogo e dalla presenza di molti stagni, pozzi e polle d’acqua tra l’attuale viale Amendola e la spiaggia sottostante.

Proprio per sfruttare la ricchezza e la forza della sua acqua, già nel 1800 sulla riva del Canaletto era stato edificato un mulino, la cui splendida macina in pietra è ancora conservata nel giardino della villa.

Nel 1924, a seguito della rapida crescita demografica legata alla neonata attività siderurgica, e nell’ambito della valorizzazione della provincia di Livorno voluta da Costanzo Ciano, il Comune di Piombino varò un nuovo piano regolatore che prevedeva l’espansione urbana nella zona a nord del centro storico, verso la valle del rio Salivoli.

In questo contesto, villa il Canaletto fu progettata e costruita nel 1926 dal Barone l’Hermite su terreni di sua proprietà.

Fiorentino e di antica nobiltà fiamminga, il barone ed architetto Vittorio l’Hermite costruì la sua dimora marina secondo i canoni classici dell’architettura toscana, del tutto inconsueta nella zona di Piombino eccezion fatta, forse, solo per la villa De Stefano di Populonia.

La villa fu costruita con una struttura a bastione che sfruttasse e sostenesse l’andamento della falesia, in posizione dominante sul piccolo promontorio che chiude il golfo di Salivoli e lo separa dalla Punta di Cittadella.

I materiali usati sia per la struttura esterna, sia per gli interni (pietra viva, pietra serena, marmo, legno intarsiato) conferiscono grande solidità all’edificio e testimoniano la grandissima cura profusa dal Barone nel realizzarlo.

Anche il giardino mediterraneo fu ideato con accortezza, ed organizzato in una struttura a ripiani che sfruttasse ed esaltasse al tempo stesso il digradare del terreno; la massiccia presenza del tufo, lasciato a vista, conferisce un’aura antica, per così dire “etrusca”, ad alcuni angoli del parco.

L’attuale ingresso sul viale Amendola – quello originario, posto a 90° rispetto all’attuale,  correva perpendicolare al lato nord dell’edificio-  è costeggiato da due aree verdi, l’una adibita a pineta, con piante ormai secolari di pino marittimo e cespugli di alloro; l’altra, in zona più assolata, ospita un pergolato d’uva fragola che prosegue con un piccolo agrumeto. In generale, la vegetazione del giardino è quella tipica mediterranea: buganvillee, tamerici, olivi, palme, fichi d’india, agavi, mirti e lentischi.

La piscina è stata ricavata dagli attuali proprietari sfruttando un preesistente pozza d’acqua, e gode di uno splendido panorama sull’Arcipelago toscano e sul golfo di Salivoli. In passato, questa zona del giardino era stata adibita a piccolo anfiteatro, dove venivano allestiti spettacoli musicali e teatrali all’aperto.

La struttura interna della villa si sviluppa su tre piani, più una dependance e  una mansarda abitabile ed un ampio solaio.

Nell’impostazione originaria, il piano più basso, a pochi metri dalla riva del mare, era destinato ad alloggio per gli ospiti e per il personale domestico; il piano di rappresentanza, arricchito da soffitti a cassettone e a volta ed aperto sul giardino, offriva ampie sale per ricevimenti e pranzi; il primo piano, collegato da uno scalone in legno e marmo, ospitava il quartiere privato, con camere da letto e studi personali.

La grande versatilità della planimetria ha tuttavia consentito, alla famiglia subentrata agli Hermite, di suddividere la villa in due appartamenti distinti, pur preservando in pieno l’armonia e l’organicità dell’insieme, e senza tradire o snaturare l’originaria vocazione aristocratica della dimora.

Lista caratteristiche

Dettagli aggiuntivi

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